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Intervista a Alfonso Santagata. |
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D.
Dopo un anno di attività della tua Compagnia a Gavorrano raccontaci come sta procedendo
il progetto di residenza teatrale..
R:” Il
2010 è stato l’anno di approdo in questo comune. Organizzare una nuova residenza , anche se di carattere temporaneo, per una compagnia rodata come la
nostra potrà sembrare “una passeggiata”, ma così non è stata perché non lo è mai.
Cambiano i territori, le persone e le storie, ci siamo trovati di fronte a un
luogo ricco di memoria e al tempo stesso di futuro. Abbiamo iniziato con
l’attività di laboratorio proponendo un percorso formativo ai ragazzi di tutto il
territorio,non solo di Gavorrano, impegnandoci a costruire relazioni e mostrando un’
approccio nuovo e diverso da quelli solitamente frequentati”.
D.
Ti sembra che il progetto sia stato accolto bene?
R::”Il
progetto è frutto della volontà e della collaborazione del Comune,
dell’Istituzione
Gavorranoidea che insieme alla Provincia di Grosseto ed alla Regione
Toscana ci
hanno permesso di individuare un percorso di possibile crescita
culturale. Registriamo una buona accoglienza e la grande sensibilità
teatrale che qui abbimo trovato, accanto al fatto che l’habitat, questo
paesaggio offre
un’ambientazione naturale alla tragedia classica. Lo scorso anno
abbiamo
prodotto lo spettacolo “Degli Dei e degli Eroi”, sul ciclo dei
Labdacidi,
quest’anno con “Eidos–Apparizioni” ci spostiamo sulla altra famiglia,
quella
degli Atridi. Questo insistere sulle figure del Mito non è una fuga
dalla
realtà, ma la chiave giusta per affrontarla. E’ la Tragedia Greca nella
sua
scrittura che contiene ricchezza! Lo possiamo vedere chiaramente: da
Omero a
Euripide, Eschilo , Sofocle…ogni drammaturgo ha sempre portato la
propria
condizione ed esperienza contemporanea nella tragedia. In ogni epoca
ogni
autore ha parlato del proprio presente. Con un passato e un futuro già
defunti
la Tragedia rappresenta ancora il presente.Trovo tra l’altro un senso e
un
rapporto materico di questi luoghi con le vicende del ciclo dei tragici
antichi. Un fatto curioso è che il Parco Minerario Naturalistico delle
Colline
Metallifere è istituito con sette porte, come le sette porte di Tebe”.
D.
Parliamo delle attività realizzate e di quelle in cantiere.
R:”I
Laboratori teatrali sono uno strumento importante che ci aiutano e
aiutano
il territorio nello sviluppo di motivate azioni di programmazione
culturale. La
produzione dell’ottobre scorso, il nostro terzo incontro con il teatro
di
Eduardo De Filippo, ha permesso di vivere un’esperienza unica a tutti i
ragazzi
coinvolti nell’iniziativa, nella individuazione di un nuovo luogo
teatrale, la
sala degli ex bagnetti, costruito di sana pianta fino alla messa in
scena.
Un’esperienza impareggiabile che ha dato forza al gruppo dei laboratori
dando
modo a tutti di acquisire maggiore consapevolezza dell’ impegno
teatrale
in questa terra. Il lavoro di luglio con “Eidos – Apparizioni”
(6,7,8,9,10
luglio al Teatro delle Rocce) è un grande appuntamento al quale abbiamo
lavorato con passione ed entusiasmo e da settembre saremo al lavoro sul
nuovo
progetto, tappe di avvicinamento alla realizzazione di una nuova
produzione
riferita al mondo delle miniere; contiamo di poter allargare il
rapporto con
gli altri Comuni del comprensorio, come previsto dallo sviluppo del
progetto;
con le sette porte del Parco continuare nel
lavoro di formazione sul
territorio”. L’idea che ogni porta ci permetta di affrontare la
tematica
delle miniere grazie alla memoria diffusa, ci offre un materiale fatto
di
realtà e concretezza su cui il nostro lavoro può generare una grande
attenzione
che speriamo possa essere volano per una crescita culturale diffusa di
questo territorio”.
A cura di Ufficio stampa Teatro delle Rocce 2011.
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 08 luglio 2011 )
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