Il tempo del mito rivive nella
storia dell’uomo continuando a produrre visioni. E i percorsi iniziatici che
gli dèi chiedevano ai neofiti per accedere ai loro culti si ripropongono oggi
come inesauribili metafore di un destino di guerra: che assegna all’uomo
avversari da affrontare e sconfiggere, prove da superare, confini da violare,
in nome di una necessità superiore di cui chi lo governa detiene la conoscenza.
Luoghi sacrificali e iniziatici,
are e templi del passato mitico, così come inquietanti e mostruose architetture
del presente, ci parlano dell’eterna tensione dell’uomo ad avvicinarsi alla
divinità e conquistare la conoscenza: per allontanare mali e pericoli, per
cancellare colpe e propiziare successi, per interpretare il proprio destino e
richiamare su di esso la benedizione divina. Benedetti, ciascuno, dal proprio
dio, gli eroi tragici affrontano la propria sorte, ritessendo odi e amori,
lutti e conquiste in un disegno superiore, necessario e imperscrutabile
insieme.
“C’è una benevolenza degli dèi / che con
violenza siedono sul venerando banco del timoniere”, afferma il coro degli
anziani di Argo attendendo il ritorno di Agamennone conquistatore di Troia:
Agamennone la cui impresa di guerra è stata benedetta da Zeus come giusta e che
a sua volta sarà oggetto dell’ira della divinità, “giacché su chi causa la
morte di molti / gli dei non mancano di volgere lo sguardo”.
I luoghi di culto custodivano la
possibilità di un’iniziazione alla conoscenza dell’imperscrutabile, e il loro
impianto introduceva l’uomo in un percorso non esclusivamente spirituale, ma
anche di pensiero e fantasia.
Saranno perciò i luoghi sacri del
passato oppure i luoghi dissacrati del presente, l'arena dove i sentimenti
sovrani (conflitti amori tradimenti vendette follia) tornano, insieme alle
creature immortali che li accompagnano: Agamennone Clitemnestra Oreste
Cassandra e l'indovino-profeta, mediatore tra cielo e terra.
Gli dei sono coinvolti nelle
vicende umane alle quali prendono parte schierandosi e intervenendo anche con
spietatezza, essendo la violenza lo strumento per eccellenza dell’ordine
superiore che essi intendono propiziare.
Divino e umano si sovrappongono
e, di fronte all’arbitrio degli dei, gli eroi rivendicano la propria libertà,
affrontando un destino di sconfitta e di morte che rappresenta il premio della
loro grandezza.
Ingresso
Euro 5,00 – Gradita Prenotazione 347 0840413 (MONICA)